Arriva la supercolonnina che ricarica l’auto elettrica in 15 minuti

Arriva la supercolonnina che ricarica l’auto elettrica in 15 minuti

Nidec Industrial Solutions, la filiale italiana del Gruppo giapponese Nidec (310 fabbriche nel mondo per 40 mila dipendenti e 13 miliardi di dollari di fatturato nel 2017) è uno dei primi produttori a proporre una colonnina UFC (Ultra Fast Charger) da 320 kW a 800 Volt capace di ricaricare fino a 500 km di autonomia e in soli 15 minuti.

Un importante asset per lo sviluppo del mercato delle auto elettriche che in Italia stenta ancora a decollare, ma che presenta grandi opportunità di crescita per il futuro. L’Ultra Fast Charger di Nidec ASI si posiziona quale soluzione altamente efficace per rispondere all’aumento della richiesta di energia necessaria ad alimentare le stazioni di ricarica.

L’innovativo sistema consente inoltre di ricaricare 2 veicoli in parallelo o 3 in serie e ha un’efficienza del 95%. Nidec ASI sta implementando un intero portafoglio di prodotti che possono soddisfare le esigenze di tutti gli attori del mercato, declinando in tre diversi formati. Oltre all’UFC, l’offerta prevede infatti colonnine di ricarica a bassa tensione con batterie centralizzate (80% di ricarica fino a 12 veicoli in un’ora) e stazioni a media tensione, anche senza batterie, che possono essere utilizzate per erogare maggiore potenza e ricaricare numerose vetture contemporaneamente.

Nidec è attivo nella produzione di motori elettrici anche per autotrazione come testimonia la joint venture paritetica avviata con il Gruppo PSA per la produziuone di 900 mila propulsori elettrici l’anno dal 2022.

Articolo de Il Sole 24 Ore (http://www.ilsole24ore.com/art/motori/2018-05-07/arriva-supercolonnina-che-ricarica-l-auto-elettrica-15-minuti-134020.shtml?uuid=AEa13GkE)

Auto elettriche, il nuovo amore degli italiani. Ma è solo un sondaggio

Italiani politically correct e un po’ proiettati nel futuro. Interrogati da Doxa (istituto di ricerche) sui temi di attualità (carburanti, mobilità elettrica, car sharing e guida autonoma) per il consueto appuntamento mensile dell’Osservatorio Findomestic, hanno fornito risposte abbastanza in linea con la comunicazione e le tendenze del momento. Il car sharing si conferma fenomeno di nicchia, limitato alle grandi città e ai pochi fortunati che si trovano al posto giusto nel momento giusto. In verità, dobbiamo tener presente che stiamo valutando un servizio offerto in forma ampiamente sotto-dimensionata alle reali necessità, che appunto si trova spesso ai limiti dell’operabilità. Del resto, è pur vero che, finché questi primi esperimenti resteranno in zona negativa dal punto di visto economico-finanziario, è difficile prevedere un ampliamento del servizio su volumi importanti.

Ma è sui carburanti che si sono espressi in modo significativo. Indicando la motorizzazione della prossima auto che acquisteranno, hanno molto ridimensionato i propulsori tradizionali (diesel il 24%, benzina l’8% e metano l’8%) a favore di soluzioni più in linea con le tendenze ecologiche: ibrido 27% ed elettrico 9%.
Suona anomalo il crollo dei motori a benzina, specialmente se confrontato con il diesel che si dimezza, in quanto sappiamo che nella realtà è proprio quest’ultimo a soffrire per le limitazioni imposte dalle emissioni di polveri sottili, non solo in Italia.
Ma si tratta solo di intenzioni, proponimenti.
La realtà dei comportamenti secondo le elaborazioni dell’Unrae per ora registra solo una lieve flessione, nei primi dieci mesi del 2017 rispetto al 2016, di un punto di quota sia per il diesel (che resta però il motore scelto da un italiano su due) sia per la benzina (uno su tre), in favore di auto a GPL e ibride a benzina. Anche questi però sono dati da prendere con le pinze, visto che mai come quest’anno molti italiani stanno comprando auto nuove a km0, che figurano nelle statistiche come vendute alle società, segmento dove la benzina tiene (31%) e il diesel addirittura incrementa di un punto la sua quota al 61%.

In generale, il campione ha dichiarato di ritenere sostenibile una mobilità basata sulle auto elettriche (per il 42% dei rispondenti) o ibride (per il 32%), nonostante l’energia elettrica sia prodotta da fossili (per circa il 65%) e da nucleare (10%). Inoltre, ha aggiunto che le scelte in favore delle vetture elettriche sono frenate dalla quasi inesistenza di colonnine di ricarica nei centri urbani (48%) e dagli eccessivi costi di acquisto (47%), tanto che la loro diffusione aumenterebbe se il Governo desse incentivi e se ci fossero ulteriori agevolazioni economiche sull’assicurazione auto, sui pedaggi autostradali e sui parcheggi a pagamento (36%), insieme alla cancellazione del bollo auto (21%). Insomma, molti italiani comprendono bene il valore della salvaguardia dell’ambiente e vorrebbero essere ben remunerati per questo.

Ultima, ma non meno importante, la macchina che guida da sola. Oltre 3 italiani su 5 pensano che presto le incontreranno sulle strade e uno su due ci salirebbe tranquillamente sopra. Sfortunatamente, perché questo possa accadere c’è ancora un bel po’ da fare, sia nelle infrastrutture viarie e sia, soprattutto, sul fronte della normativa stradale. Però aumenteranno sempre più i sistemi che assistono e aiutano l’automobilista nelle diverse fasi di guida.
In conclusione, l’indagine, sempre ben curata, restituisce un quadro degli Italiani molto inclini a orientare le proprie risposte secondo le opinioni più accreditate ed elevate, salvo poi comportarsi nei fatti in modo diverso.
Ma possiamo farlo, essendo storicamente dei grandi consumatori di indulgenze, dispense e perdoni.

Articolo de Il Sole 24 Ore (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-11-05/auto-elettriche-nuovo-amore-italiani-ma-e-solo-sondaggio-195015.shtml?uuid=AEMWhB4C&refresh_ce=1)

Auto elettriche, Italia fanalino di coda per vendite

Il 2017 ha visto un drastico aumento di vendite nel mondo di auto elettriche o ibride, che hanno raggiunto quota 1,2 milioni, il 57% in piùrispetto alle 770mila unità commercializzate nel 2016, eppure l’Italia in questo mercato vale meno del 2% delle vendite realizzate nella sola Europa: un ritardo grave che vede principale colpevole la politica che non ne spinge la vendita con incentivi statali. A certificarlo sono le stime rese note dall’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano.

Attualmente nel primo trimestre dell’anno la Cina si conferma al primo posto del mondo con 602mila unità vendute, +72% rispetto al 2017, mentre l’Europa è seconda con 287mila auto (+39%). Al terzo posto gli Stati Uniti con 200mila auto elettriche o ibride, pari a un incremento del 27% rispetto allo scorso anno.

Per quanto riguarda l’Europa invece la nazione più virtuosa è la Norvegia che ha fatto registrare un +39% di vendite, seguita dalla Germania che però cresce più velocemente (+117% rispetto al 2016 con 56mila immatricolazioni). Al terzo e quarto posto Regno Unito e Francia. In pratica il 70% delle auto elettriche vendute in Europa è avviene in queste quattro nazioni. L’Italia è ferma a quota 4827l auto, di cui solo 1964 full electric.

L’ostacolo principale alle vendite di auto elettriche in Italia è rappresentato dalla scarsità di incentivi statali. Attualmente infatti essi sono solo di tipo indiretto, vale a dire che chi acquista un’auto elettrica per i primi 5 anni non pagherà il bollo, mentre dal sesto anno pagherà soltanto il 25% dell’importo dovuto per un veicolo a combustione equivalente a quello posseduto. In Francia invece gli incentivi possono arrivare fino a 6mila euro, mentre in Germania si viaggia sui 4mila euro, ma con un’esenzione di 10 anni sulla tassa di circolazione.

Meno grave la situazione infrastrutturale. La Norvegia prima della classe infatti ha investito in un piano che ha portato ad avere nel 2017 una colonnina di ricarica ogni 50 km lungo tutte le strade principali. Al netto ovviamente della diversa estensione della rete autostradale tra i due Paesi dovuto a cause climatiche e geografiche, in Italia la situazione non è altrettanto rosea ma c’è da segnalare un incremento nel 2017 di 1000 unità per quanto riguarda le postazioni di ricarica pubbliche, con un +57% rispetto all’anno precedente.

Articolo di Tom’s Hardware (https://www.tomshw.it/auto-elettriche-italia-fanalino-coda-vendite-94286)